Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 22, 2008

SI DICE ” CLASSI PONTE “, LEGGASI “ CLASSI GHETTO”.

Vi propongo la lettura dell’articolo di “ Famiglia Cristiana “ n. 43 del 26 ottobre 2008, critico sulla mozione approvata e proposta dal Ministro Gelmini sulle cosiddette “ classi di inserimento “ per bambini immigrati che, secondo il Ministro,  non sono un problema di razzismo, ma un problema didattico!!!
Desidero commentarlo con voi.

“ La Lega cavalca l’onda e va all’arrembaggio dell’immigrato. La fantasia padana non ha più limiti, né pudore.Prima le impronte ai rom, poi il permesso a punti e i 200 euro per il rinnovo, poi l’impedimento dei ricongiungimenti familiari, e ora una mozione, avanzata a sera tardi in Parlamento,per le classi differenziali, col  pretesto di insegnare l’italiano agli stranieri. Il problema dell’inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono “criptorazziste”, non di integrazione.

Chi pensa a uno “sviluppo separato” in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua richiama “apartheid”, andata in scena in Sudafrica per molti anni:autobus,cinema e scuole separati. L’onorevole Casini ha parlato di proposta vergognosa:”di questo passo, andrà a finire  che ai bambini delle classi separate cuciranno sul vestito la lettera “i” come immigrato”. E il Secolo d’Italia, quotidiano di An, nel tentativo di frenare la Lega, ha scritto: “ scordatevi l’apartheid”.

La questione dell’italiano è solo una scusa. Tutti sanno che le cosiddette” classi di inserimento “ non sono efficaci. I risultati migliori si ottengono con classi ordinarie e con ore settimanali di insegnamento della lingua.
In Italia questo, in parte, avviene. Lo prevedono le “Linee Guida” (2006) dell’allora Ministro Moratti per l’accoglienza degli alunni immigrati, approvate anche dalla Lega.
C’è un progetto che prevede un finanziamento di 5 milioni di europer insegnare tre diversi livelli di lingua italiana. Il Governo potrebbe rispolverarlo e far cadere ( per amor di patria ) la prima “mozione razziale” approvata dal Parlamento Italiano. Oppure guardare a esperienze come Firenze dove un pulmino passa a prendere i bambini stranieri a scuola, li porta ai corsi d’italiano e poi li riporta in classe.
La mozione,poi, va letta fino in fondo. Prevede che i bambini immigrati, oltre alla lingua italiana, debbano apprendere il “ rispetto di tradizioni territoriali e regionali “, della “ diversità morale e della cultura religiosa del Paese accogliente”, il “ sostegno alla vita democratica” e la “ comprensione dei diritti e dei doveri “. Qualcuno sa dire come spiegarlo a un bambino di 5-6 anni, che deve ancora apprendere l’italiano?.

Se l’integrazione è un bene (tutti la vogliono), deve essere interattiva. E allora, perché non insegniamo agli alunni italiani il rispetto delle “tradizioni territoriali e regionali” degli immigrati?.
Ha detto bene il Cardinale Scola : “I buoni educatori devono saper favorire l’integrazione tra le culture, che è una ricchezza per tutti”. Il rischio,altrimenti,è una società spaccata in due, di cui una con meno diritti dell’altra.

Alle difficoltà reali si risponde con proposte adeguate,come s’è fatto con il maestro di sostegno. In Italia non abbiamo più classi speciali per portatori di handicap, ci sono scuole dove sordi e muti stanno insieme a chi parla e sente. La mozione approvata dal Parlamento fa scivolare pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione. Si dice “classi ponte” , ma si legge”classi ghetto”.

Negli anni sessanta, quando bambini napoletani, calabresi o siciliani andavano a scuola a Novara, nessuno s’è sognato di metterli in una “classe differenziale” perché imparassero italiano, usi e tradizioni del Nord, né di far loro test d’ingresso. Perché ora ci penna il novarese Cota?.”

L’articolo di Famiglia Cristiana è così chiaro che ci offre un assist per poter dibattere un problema che è incentrato sulla scuola, ma ovviamente ci porta su altri temi collegati, la divisione della società con una parte che possiede e consegue più diritti dell’altra, tanto per fare un esempio, è una amara considerazione. Aspetto dei commenti, per prepararci alla formulazione di proposte che nei tre appuntamenti di novembre prossimo che avremo sulla scuola, possiamo presentare agli studenti, Genitori ed Insegnanti.

Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 20, 2008

Bene il Patto sul Turismo

È una scelta lungimirante e di particolare valenza politica l’intesa interistituzionale firmata dai comuni di Episcopia, Lagonegro, Latronico, Lauria, Maratea, Nemoli, Rivello e Trecchina per la costruzione di un progetto di valorizzazione integrata delle risorse turistiche e ambientali del sistema turistico locale (Stl) Maratea-Sirino.

Io penso che non può che essere premiata e sostenuta la visione di insieme posta alla base di una programmazione territoriale che raccoglie la sfida dello sviluppo turistico autopropulsivo e che risponde alle dinamiche di sostegno dell’Unione europea per il sessennio 2007-2013.L’accordo firmato dai sindaci dei Comuni ricadenti nel Sistema turistico locale Maratea-Sirino contribuirà a far diventare ancora più attrattiva la Basilicata e le sue emergenze ambientali, architettoniche e storico-culturali.

L’intesa, che dovrà trovare nella Regione Basilicata un alleato forte e dinamico, a mio parere restituisce una doppia interpretazione della nuova dimensione di governance e di programmazione dei fondi comunitari nella quale dovranno muoversi le comunità locali. Non v’è dubbio che l’accordo di Maratea da un lato rappresenta la sintesi di un percorso avviato negli anni scorsi dalla Regione Basilicata all’indirizzo degli “Stl”, dall’altro chiama gli Enti locali (Comuni e Comunità montana del Lagonegrese) a una nuova responsabilità del governo del territorio. Ben consapevoli di questo richiamo, i sindaci hanno scelto di intraprendere la strada degli aiuti europei con l’obiettivo di promuovere una progettazione integrata partecipata quale strumento innovativo di governo del territorio, tale da scongiurare l’assenza di strategie e di programmazione in un’area a forte vocazione turistica. Si tratta di un salto di qualità della governance lucana che premierà l’importate sistema turistico che va dal Lagonegrese al Sirino al Pollino e che trova in Maratea la più bella espressione di un complesso paesaggistico raro nel Mezzogiorno.

Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 17, 2008

“ UNA GENERAZIONE POST, CHE DEVE RISCRIVERE”TUTTO !!!!

Questa è la desolante conclusione alla quale il Ministro Gelmini, attraverso la sua nefasta riforma scolastica, sta riportando indietro tutta la questione giovanile, dal ruolo dei giovani,del loro futuro, delle loro speranze.
I giovani e giovanissimi della cosiddetta  “ vita liquida “, ragazzi e ragazze dei licei , degli istituti tecnici , degli istituti professionali, cresciuti con il tempo pieno e la scuola pubblica si ritrovano improvvisamente a riscrivere, loro malgrado, il loro futuro senza più quel ventaglio di opportunità che solo un modello pubblico dell’istruzione può offrire; loro malgrado devono riscoprire un modo nuovo di fare della “ resistenza “ a questo nuovo modo di fare e devono accollarsi l’onere, per quanto stimolante, di “unire” non più generazioni contro, ma generazioni con, in una mobilitazione trasversale, che contro i tagli decisi dal Ministro Gelmini, vede Docenti con gli studenti, Genitori con i Maestri, universitari con i lavoratori precari.
Non si affronta l’intero mondo scolastico, professionale e culturale giudicando gli Insegnanti del Sud ignoranti e scuole non all’altezza della situazione, perché è di evidenza macroscopica da parte del Ministro Gelmini la non padronanza dei dati della professionalità dei Docenti e delle Scuole del Sud d‘Italia che pur sono presenti negli Uffici del suo Dicastero : un esempio per tutti, sa il Ministro dell’eccellente Progetto di sperimentazione che l’ I T I S  di Lauria sta portando avanti?.

Non vuole essere questa una presa di posizione gratuita, ma una riflessione ad alta voce che su temi delicati quali, adesso la scuola e forse in un futuro prossimo la sanità, ad esempio, non si può procedere con mentalità e metodo ragionieristico, bisogna,invece, coinvolgere tutti gli attori interessati, che nel nostro caso sono rappresentati dagli studenti,genitori,insegnanti,enti locali.

Nel concludere queste mie sintetiche riflessioni e nell’invitare tutti a partecipare alle iniziative che io e il Consigliere Di Sanza abbiamo messo in cantiere per la prima settimana di novembre sulla Scuola, desidero proporre le riflessioni di Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica di Milano, che in conclusione di un suo efficace ragionamento pone la drammatica situazione di questi giovanissimi quindicenni-diciottenni che sono post in tutto , arrivano dopo la fine delle ideologie, arrivano dopo ogni scoperta scientifica, insomma chi è nato negli anni ’90, loro appunto, “dovranno riscrivere la società”.
Non facciamo mancare loro quella palestra di aspettativa ,di sogni e di possibili opportunità che è la Scuola.

Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 15, 2008

Le prime tappe!

Caro amico/a,

abbiamo ritenuto all’interno della nostra iniziativa di cittadinanza attiva, “Un Buon Consiglio”, di organizzare 3 incontri sul territorio nei giorni 4, 5 e 6 novembre e rispettivamente nei comuni di Senise, Lauria e Valsinni, al fine di porre l’attenzione delle comunità su quanto sta accadendo nel mondo della scuola a seguito dell’emanazione del D.D.L. 112/2008 (convertito in legge 6808 n. 133) e 137/2008, a firma, rispettivamente degli onorevoli Ministri Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini.

Due provvedimenti questi che si caratterizzano per un forte richiamo al “contenimento della spesa”, questione certamente precipua, ma che non dovrebbe costituire, a ragion veduta, l’unico parametro su cui costruire la politica organizzativa, a maggior ragione quella pedagogica, del sistema scuola italiana.
L’odierna iniziativa nasce con lo spirito di non segnalare soltanto la causa occupazionale delle decina di migliaia di docenti e personale ausiliario che, a partire dai prossimi anni, dovranno convertire il loro percorso professionale cambiando lavoro e stile di vita, magari dopo anni di precariato che li aveva finalmente inquadrati, bensì proporre alcune riflessioni che possano generare un più diffuso dibattito sull’argomento scuola e sugli effetti che questi provvedimenti produrranno nella nostra regione.

In particolare è necessario non trascurare, per un più approfondito esame della materia, quanto è accaduto nella scuola primaria statale che è stata attraversata in questi ultimi dieci anni da ben tre riforme (Berlinguer/De Mauro – Moratti – Fioroni) ciascuna, seppure con un apporto pedagogico solido, respinte in maniera critica dai docenti e dai territori.

Il D.L. 137 dell’01/09/2008, reintroduce il maestro unico (tuttologo), smantella di fatto il sistema organizzativo della scuola primaria, riduce a 24 nel concreto il numero di ore di scuola, portando con sé conseguenze sociali segnatamente negative, quali l’abolizione del tempo pieno.  In Basilicata la sola applicazione del maestro unico porterà alla riduzione di 2.656 posti di cui 1.849 nella provincia di Potenza e 807 nella provincia di Matera e quando si parla di chiusura delle scuole nei piccoli centri, si parla soprattutto della Basilicata dove ne sarebbero a rischio 30, con disagi per alunni e un’ulteriore penalizzazione per questi comuni nei quali la scuola rappresenta, per i ragazzi e le famiglie, l’unico centro propulsore di cultura e aggregazione. Si ricordi, come emerge da un recente studio dell’OXE che il settore della scuola primaria, in Italia, è tra le più efficienti e qualitativamente migliori nel mondo collocandosi al sesto posto a livello internazionale per livelli di apprendimento.

Abbiamo già presentato una apposita mozione nel Consiglio Regionale del 7 ottobre scorso affinché la massima Assemblea Regionale tratti del tema e, soprattutto, appresti attenzione e strumenti per evitare l’approvazione del Decreto Legge e/o attenuare gli effetti, prevenendoli, che tale provvedimento produrrà.

In conclusione, crediamo che bastino queste brevi considerazioni affinché ognuno per la sua parte scongiuri, questa presunta riforma della scuola proposta dal Ministro Gelmini, attraverso la mobilitazione sociale e politica e la partecipazione a questo dibattito cui invitiamo tutti quanti.
Ringraziando per l’attenzione prestata, cordialmente salutiamo.


Antonio Di Sanza
Marcello Pittella

Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 13, 2008

L’intervista con Antonio

« Articoli più recenti

Categorie

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.