Pubblicato da: marcellopittella | dicembre 3, 2008

FOCUS OF DISCUSSION

Ho deciso di stimolare ancor di più la discussione generale, proponendo una rubrica sul mio blog intestata così : “ Focus of discussion”, il centro della discussione, per meglio poter dialogare con voi su tutti i temi che possono sembrare utili ed attuali.

Inizio oggi, scusandomi fin da ora, anche per eventuali errori di esposizione e/o di battuta : il bello della diretta è anche questo!!!

Leggendo sul numero 48 del 30.11.2008 di Famiglia Cristiana, il punto di vista di Francesco Belletti, Direttore del CISF ( Centro Internazionale Studi Famiglia ), relativo alle proposte del Governo sul rilancio dell’economia, mi è parso significativo trasmettervi alcune sue considerazioni in merito, sperando di stimolare una vera pista di discussione sull’argomento.

In sintesi Egli pone l’accento su “ un’area senza tasse “ per aiutare le famiglie, che veda la stessa come risorsa da sostenere, su cui investire, e non come un costo sociale.

Belletti considera le misure ventilate dal Governo una riproposizione di logiche vecchie, e a suo modo di dire , anche “purtroppo bipartisan”, perché ricalcano interventi una-tantum e di sostegni solo per famiglie disagiate, criterio apparentemente equo e solidaristico, ma di fatto solo di tipo riparatorio e assistenziale.

Occorre, invece adottare politiche economiche audaci, finalmente “ un fisco a misura di famiglia”.

Dice, in sintesi, che il modello di proposta si potrebbe basare su due cifre : la cosiddetta soglia di in capienza e il numero di membri; ed è equo , perché a parità di reddito familiare diminuisce la pressione fiscale esattamente in funzione dei carichi familiari ( numero delle persone ); inoltre, sarebbe applicabile come misura permanente, uscendo finalmente dalla logica delle una tantum.

Ancora è economico, perché restituisce capacità di spesa soprattutto alle famiglie numerose, che più fanno fatica e che invece, con maggiore disponibilità di reddito, potrebbero innescare un deciso rilancio dei consumi.

Significa che tale area può essere individuata sulla soglia di reddito individuale già oggi definita NON tassabile: ogni famiglia vedrebbe non tassata una quota di reddito conteggiata sul numero dei membri della famiglia, ponendo fine a un’iniquità fiscale che penalizza soprattutto le famiglie con più figli.

Su una manovra di 80 miliardi di euro per rilanciare l’economia è assolutamente necessario pretendere che le misure di sostegno alle famiglie e ai consumi siano una quota NON marginale di tale cifra.

Ripartire dalle famiglie significa anche investire sulle nuove generazioni, in una decisa ripresa della natalità, per una nuova ricostruzione del Paese: i costi di questa manovra, anche quelli intesi come mancate entrate fiscali, dovranno essere conteggiati come risorse investite per il futuro delle nostre famiglie e dell’Italia tutta.

Apriamo la discussione.

Credo che gli argomenti posti sono di serietà encomiabile e meritano tutto il tempo e le considerazioni del caso.

Penso, senza illusione alcuna e dietrologia o enfasi fuori posto, che l’occasione della stesura della finanziaria regionale , anche in virtù dell’elaborazione che la Commissione creata appositamente sulla Cittadinanza Solidale potrà redigere, si possa pensare collettivamente e ragionevolmente, ad una “ proposta – quadro” dove redditi e welfare, in aggiunta o, purtroppo, in alternativa a quelle del Governo centrale, trovino posto in agenda politica di questa Regione e dei suoi Gruppi dirigenti.


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