Pubblicato da: marcellopittella | ottobre 31, 2008

la legge della Gemini

Il decreto “Gelmini”, lo sappiamo, è diventato legge dello Stato.
Non per questo noi dobbiamo arrenderci per modificare questa legge, così come ha dichiarato l’on. Veltroni, segretario del Partito democratico, raccogliendo le firme necessarie per un referendum abrogativo.
Lo so siamo in salita , ma le presenze composte e democratiche degli studenti in tutt’Italia e , per la prima volta, un riuscitissimo sciopero generale del comparto Scuola per nulla scontato, sta a dimostrare che le possibilità di far cambiare idea a questo Governo ci sono.
Noi continueremo a far battaglie sulla Scuola e l’Università e l’appuntamento in programma del 4 novembre prossimo a Senise  nell’Aula magna della Comunità Montana per le ore 17.30, è confermato,  per discutere sulle prospettive immediate che la nuova situazione , inevitabilmente , ha determinato.
Io parto da qui per proporre e ascoltare.
Prima, consentitemi, di porre alla vostra attenzione alcune riflessioni che ci giungono da autorevoli Statisti che, oltre ad aver contribuito alla nascita del nostro Stato democratico attraverso la scrittura della Costituzione, rappresentano nel nostro panorama politico delle icone di riferimento, specialmente in questo momento in cui “nani” destroidi tentano di ridurre il dissenso con azioni muscolari e , alla lettura della carta costituzionale, preferiscono l’analisi di “qualche statuto padano”.

Mi riferisco all’on. Emilio Colombo e a Piero Calamandrei.
Emilio Colombo nel suo recente intervento al Senato, durante il dibattito sulla riforma della scuola, così si rivolge al Governo: “ … ho cercato di comprendere le ragioni che si  confrontano sul tema della scuola: innanzitutto le ragioni degli studenti e del mondo nel quale essi vivono e dal quale  attendono la promozione  intellettuale e sociale e poi quelle del Governo, alle prese con le risorse scarse e con domande crescenti.
Devo ammettere che vi è uno strabismo accentuato fra le une e le altre, nel senso che gli studenti chiedono con forza, senza fughe nell’ideologia e richiamandosi alla condizione della scuola italiana, che il loro futuro non venga sequestrato e che ricerca e istruzione rappresentino il centro delle grandi scelte di investimento nel nostro Paese.
Mentre il Governo, dalla sua parte , ha proposto un complesso di tagli che incideranno sul funzionamento della scuola, senza che vi sia la garanzia che i sacrifici a cui la scuola è chiamata torneranno a vantaggio del sistema scolastico e di un efficace progetto di riforma, perché non è questa la riforma, o non troveranno impiego in altre urgenze ed emergenze…….”

Piero  Calamandrei nel lontano marzo del 1950 ( data la situazione odierna mai tale riflessione è risultata attuale!!) faceva “un’ipotesi che  ci sia un partito al potere, “un partito dominante “, il quale(….) non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli;(…), allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato “ hanno il difetto di essere imparziali”; c’è una certa resistenza. Allora il partito dominante (….) comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle: Lascia che si anemizzano e comincia a favorire le scuole private(….), bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione è rovinare le scuole, lasciare che vadano in malora, impoverire i loro bilanci, ignorare i loro bisogni, attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private (…), non controllarne la serietà, lasciare che gli esami siano burlette, dare alla scuole private denaro pubblico.Questo è il punto.Dare alle scuole private denaro pubblico.”

Calamandrei osservava questo stato delle cose nel lontano 1950, cioè mezzo secolo fa , e con gli obiettivi cambiamenti avvenuti e che nessuno disconosce, non si può, comunque, non intravedere qualche elemento di fondata preoccupazione dei giorni nostri.

Perché questo è il punto. La scuola pubblica deve essere il centro dello sviluppo della società italiana, la sua formazione e la sua qualità , devono rappresentare lo zoccolo duro ed incontestabile di un’idea permanente di uno Stato sistemico e democratico.
La Cina, l’India e il Brasile, stati emergenti sulla scena economica mondiale, il fattore “risorse umane” debitamente formato e strategicamente inserito nei vari ruoli della vita pubblica dello Stato, portano lo stesso a vincere la concorrenza nel contesto mondiale, portando fattori di crescita e di progresso per tutti.
Le proposte che il Segretario del nostro Partito che ha fatto recentemente per salvare l’Università, che vanno dall’espletamento dei concorsi più rapidi, alla valutazione dell’Università per rimanere in Europa, al  finanziamento delle Università in base al merito, alla valutazione periodica dei risultati, oltre che finanziare la ricerca con procedure trasparenti e internazionali, sono solo alcune che credo possano esser presentate all’opinione pubblica, agli studenti, ai Professori e alle famiglie, iniziando dal nostro appuntamento di Senise.
Io stesso ho recentemente dichiarato che nella nostra regione non potrà più essere eluso il tema di una rivisitazione sostanziale dell’intervento del sostegno agli alunni nella scuola pubblica, anche attraverso la creazione di percorsi strutturali : la prossima finanziaria regionale è un’occasione concreta.
Come Presidente della prima commissione permanente, ho messo all’odg dei lavori , un punto essenziale che ci veniva chiesto dal Governo regionale, quello cioè di far agire la Regione Basilicata di fronte alla Corte Costituzionale, per l’abuso che il Governo nazionale, approvando il cosiddetto decreto Gelmini, di fatto esercitava, espropriando le Regioni e gli Enti locali della competenza rispetto al  ridimensionamento delle istituzioni scolastiche.
Senza demagogia e falsi miti, chiedo a tutti voi, spero sempre maggiori , che visitate il mio blog, di iniziare una serena ma severa discussione su questo delicato tema.
Vi aspetto a Senise.
Buon fine settimana


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