Esprimo il mio più sentito cordoglio alle famiglie dei militari vittime del vile attentato in Afghanistan di questa mattina.” Così commenta il Presidente della quarta commissione consiliare Marcello Pittella che aggiunge “E’ una profonda ferita al cuore dell’Italia da sempre in prima linea nelle operazioni di lotta al terrorismo, in una terra martoriata dalla violenza talebana che rende complicato il già difficile cammino verso una democrazia moderna.” “Esprimo inoltre- conclude il consigliere Pittella- piena solidarietà alle nostre Forze Armate impegnate contro il terrorismo e per la pacificazione dell’Afghanistan, e a tutti i ragazzi lucani che sono li per difendere la Pace
Vile attentato
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Basta con questo veltronismo di facciata, iscritti liberi di votare.
Intervista per il Quotidiano della Basilicata di oggi 15 settembre 2009
• Siamo a fine legislatura. Un giudizio complessivo su questi suoi 4 anni e mezzo di consigliere regionale?
Il giudizio, tra luci ed ombre è sostanzialmente molto positivo. Ci siamo ritrovati a vivere una fase di straordinarie difficoltà e di crisi, da quella del settore produttivo ed economico a quelle politiche, che hanno ridisegnato l’agenda politica ed istituzionale. Molti sono stati gli sforzi per dare risposte e provare a dare immediata concretezza all’azione di governo. In questo senso il ruolo di Presidente di Commissione è stato ed è svolto con l’obiettivo di dare risposta di governo alle ansie e alla domanda di futuro dei lucani
• Ha intenzione di ricandidarsi?
Si. sarà ovviamente il Partito a decidere se potrò ricandidarmi e poi gli elettori a giudicare il lavoro svolto ed il progetto futuro di Basilicata che ho in mente e che vorrei costruire con tutti.
• E’ il fratello di Gianni, vicepresidente del Parlamento europeo. Una presenza ingombrante, uno stimolo o un aiuto per la sua carriera?
Da sempre con Gianni condividiamo questa grande passione che è la Politica ed entrambi ci impegniamo, quotidianamente, per cercare di dare concretezza e governo alla domanda di futuro dei cittadini. Se Gianni è stato un’aiuto? Certo, da fratello minore ho sempre goduto delle sue conquiste soprattutto da ragazzi con i nostri genitori. A parte gli scherzi Gianni è un continuo stimolo non solo per me ma per chi ha scelto l’impegno in politica e nelle istituzioni. Oggi la sua figura di Vicepresidente vicario del Parlamento europeo è una ricchezza per tutti noi lucani.
• Intanto anche lei è tra i lettiani e quindi bersaniani per il prossimo congresso. A livello regionale chi sostiene? E perché?
Sostengo la candidatura di Salvatore Adduce per alcuni semplici motivi. Salvatore è persona di equilibrio e di grande esperienza politica ed istituzionale, autorevole, autonomi e libero da condizionamenti di sorta. E’ realmente disinteressato e quindi può davvero lavorare per costruire il Partito e dargli carne, sangue e futuro. Per troppo tempo il nostro partito si è avvitato sull’ossessivo posizionamento di pochi e non sui problemi dei tanti.
• Quali le differenze tra i vari candidati segretari secondo lei?
Personalmente ho un ottimo rapporto con gli amici ed i compagni che si sono candidati alla segretaria dregionale del Pd. Stiamo parlando di persone per bene e animatori della buona politica. Sono differenti le opzioni politiche messe in campo, i programmi e l’idea di organizzazione del partito. Quella che ritengo più aderente alla mia idea di Partito democratico è la mozione di Salvatore Adduce che mette insieme, straordinariamente, la necessità di costruire un soggetto politico moderno con l’obiettivo di non cancellare con un colpo di spugna la storia del Pd e dei suoi gruppi dirigenti che in questi anni, si sono spesi per questo grande soggetto politico riformista.
• Ritiene che il dibattito congressuale stia scivolando troppo in polemica?
Avrei preferito e preferirei toni più pacati ed asciutti, ricordando che le criticità della Basilicata e della fase contingente che stiamo vivendo ci impongono ad una responsabilità maggiore e ad un lavoro più intenso. La polemica così accesa genera confusione tra i nostri iscritti ed elettori e nuoce gravemente alla vita democratica di un partito. Va bene darci qualche buffetto ma non si può picconare la ditta. Voglio invitare tutti i dirigenti ad assumere con responsabilità e moderazione toni diversi e a non generare fratture tra pezzi del Pd che con grande fatica abbiamo ricomposto e che vedono nel partito dei democratici lucani il loro naturale spazio di azione Politica. Allo stesso tempo chiedo ai nostri rappresentanti istituzionali, così come bene sta facendo il Presidente De Filippo, e a chi riveste ruoli di coordinamento territoriale di questo partito a più livelli di non entrare a gamba tesa nelle questioni congressuali, con accuse, provocazioni e promesse utilizzando le postazioni di governo per le quali tutti ci siamo impegnati e spesi. Basta con questo buonismo veltroniano di facciata, regolarmente smentito dalle azioni messe in campo nei territori, che poco hanno a che fare con la dialettica democratica della politica. La posta in gioco è più alta dei singoli interessi e riguarda il destino del maggiore partito di governo di questa regione che, da qui a qualche mese dovrà affrontare una delle sue prove più importanti: le elezioni regionali. Non possiamo permetterci un partito frammentato, diviso e litigioso. Tocca a noi, classe dirigente, dimostrarci all’altezza di questa sfida e tocca agli iscritti vivere questo congresso con le passioni e le ragioni della buona politica. Il mio appello agli iscritti è di sentirsi liberi e di votare per l’idea di Partito che meglio li rappresenta
• Si parla in ogni caso di una questione generazionale e di uno scontro tra giovani e vecchi. Esagerato?
Non esiste una questione generazionale. E’ un’invenzione falsa e strumentale alla bisogna. Come ha sostenuto il Presidente D’Alema a Milano, anche il rinnovamento richiede le virtù dell’esperienza. Dobbiamo lavorare senza alimentare fratture artificiose tra vecchio e nuovo, tra politica e società civile. La classe dirigente si forma su un solo criterio: la qualità delle persone
• Intanto è passata un po’ in secondo piano la questione del limite dei mandati. Lo Statuto regionale però già porrebbe limiti precisi. Che ne pensa?
Sono per le regole e lo statuto regionale è la nostra regola. Ritengo quindi che bisogna rifarsi ad esso e che un tempo di vita politica adeguato possa essere vissuto in 4 legislature, tra i vari livelli istituzionali. Credo che però la vera discussione sia sulla legge elettorale regionale, che deve necessariamente fare i conti con la modernità della rappresentanza politica legandola ad una rappresentanza territoriale per stringere in un rapporto sinergico il centro e la periferia.
• La scelta del prossimo candidato alla presidenza della regione è un tema congressuale? De Filippo, deve essere ricandidato?
Il congresso parla del partito, della sua organizzazione e della sua funzione in Basilicata e nel Paese. Sulle prossime elezioni io poi ho un’idea precisa. Il mio pensiero è che De Filippo abbia ben operato nonostante le condizioni politiche, amministrative ed economiche molto sfavorevoli. Ha saputo cogliere risultati molto positivi per la Basilicata e merita quindi di essere riconfermato come candidato governatore del centrosinistra.
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Solidarietà ai precari della scuola!
“Mai in una democrazia moderna si sarebbe immaginato di assistere ad un primo giorno di scuola così. Le proteste dei precari della scuola in Basilicata, che questa mattina a Potenza si sono dati appuntamento davanti al Liceo Scientifico sono l’emblema politico del governo di centrodestra: bugie e tagli dei posti di lavoro in piena crisi economica.” Così commenta il consigliere regionale del Partito democratico Marcello Pittella che esprime tutta la sua solidarietà “agli insegnanti ed alle loro famiglie vittime della scure delle politiche antimeridionaliste di questo governo, che decide di trasformare la Scuola da settore strategico a spesa inutile e quindi da mortificare”. ” E’ in gioco non solo il futuro degli insegnanti e del personale Ata, ma soprattutto del sistema d’istruzione nazionale ed il futuro delle giovani generazioni, che in questo modo vengono derubricate completamente dall’agenda del governo il quale, ancora una volta, non ha saputo affrontare con coraggio e responsabilità una grave situazione che rischia di degenerare e di esasperare gli animi dei cittadini già fortemente provati da questa ingiustizia. Servono subito da parte del Governo nazionale ina ccordo con le regioni, misure straordinarie, nuove forme di tutela. Occorre ripensare, anche alla luce dell’indiscusso diritto a una formazione di qualità, l’intero sistema scolastico. Occorre ridisegnare la geografia dei tagli, che non possono penalizzare solo l’organico delle scuole.”
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Vi propongo alcune cose che ho fatto recentemente.
Ho presentato un emendamento alla finanziaria del 2009 sulle Azioni a sostegno dei disabili.
In cosa consiste ?
- Per l’anno scolastico in corso e nel limite di euro 300.000, 00, la Giunta Regionale, sulla base delle apposite graduatorie predisposte dai competenti Uffici Scolastici, può autorizzare assunzioni a tempo determinato nelle scuole pubbliche in cui l’organico di Insegnanti di sostegno risulti inadeguato rispetto alle esigenze di integrazione ed inserimento di alunni portatori di handicap.
- Alle Scuole paritarie di cui alla legge n.62/2000 è riconosciuto, per ogni alunno in situazione di handicap, un contributo pari alla differenza tra la somma spesa per l’assunzione di insegnanti di sostegno e quella erogata dallo Stato.
Il Contributo regionale non può comunque superare, per ogni anno scolastico, il limite di euro 10.000,00 per ogni alunno.
Vi segnalo una deliberazione di giunta regionale particolarmente significativa.
1. DGR n.1959/2008: “Salvaguardia e promozione della Cultura Musicale, Bandistica e Corale della Basilicata.Approvazione bando anno 2008”.
Praticamente secondo la legge n.15 del 2006 si emana un bando , dove a monte di complessivi 40.000,00 euro così ripartiti : tipologia A, acquisto di strumenti musicali, partiture e divise, sono stanziati 20.000,00 euro;
tipologia B, miglioramento e completamento delle attrezzature funzionali all’esercizio delle attività, sono stanziati altri 20.000,00 euro, si può accedere per l’anno 2008 a queste provvidenze secondo i soggetti che hanno i requisiti ( vi rimando alla lettura della legge ).
Infine vorrei segnalarvi un appuntamento di sicuro prestigio culturale che si terrà a LAURIA nelle giornate del 27 e 28 dicembre 2008 inerente una proiezione di una rassegna di cortometraggi fatta dall’Associazione culturale “ Cinque2uno “ per promuovere e valorizzare l’arte cinematografica, in collaborazione con il “Circolo Arci “ di Castelluccio Inferiore.
Colgo l’occasione per augurarvi delle liete festività.
Marcello.
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LA POLITICA RIPRENDA IL SUO RUOLO
Gli stravolgimenti degli ultimi mesi ci offrono l’opportunità di una riflessione sul ruolo della politica , dei partiti , sul concetto di responsabilità e di impegno che abbraccia dimensioni e confini fin’ora inesplorati ; l’elezione di un Presidente Nero alla guida degli STATI UNITI di America , la recessione economica , il crollo del sistema bancario mondiale , l’evaporazione del concetto di ricchezza facile , l’idea di un mondo affidato e regolato dal libero e sfrenato mercato , la fine di un secolo di politica e l’inizio di una nuova epoca distinta da una diversa visione e rappresentazione dei partiti e del loro ruolo ,tutto ciò consegna alla riflessione obbligata le nuove sfide , le nuove ansie , le necessarie speranze di una società alla ricerca di orizzonti .
Una nuova idea per far fronte alla crisi del mondo produttivo , alla disperazione crescente , alla sfiducia pervasiva verso istituzioni e forme organizzate di rappresentanza , un nuovo approccio per recuperare credibilità e riconoscibilità della politica e dei suoi attori , un nuovo modello di dialogo nell’era del dialogo globale che sappia cogliere o anche interpretare la voce inascoltata ed il linguaggio espressivo diverso della giovane generazione .anche nella nostra Regione il dibattito sui grandi temi dello sviluppo necessita di uno sforzo di consapevolezza e responsabilità per affrontarne gli aspetti piu’ dolorosi che stanno fiaccando una terra dai piccoli numeri come la nostra ; non c’è programma , azione di governo o progetto politico intelligente ed interessante che traguardi senza la necessaria unità politica . Le riforme , i provvedimenti piu’ significativi a sostegno del mondo produttivo , della innovazione , dell’occupazione , della formazione , hanno rappresentato la capacità di progetto , il respiro lungo col quale si muove il governo Regionale ed il Pd ed è la testimonianza del valore aggiunto che l’unità del partito e della coalizione ha rappresentato .la stessa sfida si ripropone nella finanziaria Regionale prossima che sarà caratterizzata da interventi a favore delle famiglie dell’occupazione e del mondo produttivo e della povertà , temi ai quali non possiamo sottrarci e che devono occupare il primo posto nella nostra agenda politica ed non è piu’ rinviabile calendarizzare temi nevralgici come quelli sociali che se disattesi minano alle basi la stessa coesione della nostra società aumentando a dismisura la forbice della disuguaglianza. Sento il dovere di farlo , con tutto me stesso , utilizzando gli strumenti del dialogo , del confronto , del rapporto diretto con la gente e della discussione mediata o virtuale attraverso questo mezzo che consiglio di utilizzare come occasione di partecipazione alla vita ed alle scelte della nostra Regione.
Lo stato della povertà , ad esempio.
Povero è, ancora oggi, il 13% della popolazione italiana, costretto a sopravvivere con meno di metà del reddito italiano, ossia con meno di 500-600 euro al mese.
In Basilicata una famiglia su quattro.
Sono povere le famiglie con anziani, in particolare se autosufficienti, ed è povero pure un terzo delle famiglie con tre o più figli : il 49% circa di queste famiglie vive al Sud.
Dal rapporto sulla povertà del 2008 , quello della “Fondazione E.Zancan”- Ripartire dai Poveri- si rileva che al passar degli anni niente cambia, e i poveri non riescono ad uscire dalla povertà. Perché?.
Forse, evidenzia il rapporto, significa che le risorse sono limitate e soprattutto male utlizzate.
Nell’Europa dei 15 , l’Italia, dopo la Grecia, è il Paese i cui trasferimenti sociali riducono la povertà solo del 4%, rispetto , ad esempio, alla Svezia, Danimarca, Finlandia , Paesi Bassi, Germania e Irlanda che riescono a ridurre il rischio povertà di circa il 50%.
In generale, la spesa per la protezione sociale italiana, sostenuta dalle Amministrazioni pubbliche e da istituzioni private, non è alta, è sotto la media UE 15 sia in termini di percentuale PIL, sia in termini di spesa pro-capite a ciò destinata.
In sintesi chiediamoci perché in Italia i trasferimenti sociali non riescono ad incidere efficacemente sul fenomeno della povertà?.
Secondo il rapporto Caritas-Zancan, due sono le questioni da affrontare con urgenza: 1-il passaggio da trasferimenti monetari a servizi ; 2- la gestione decentrata della spesa sociale.
E’ da notare che per quanto riguarda poi la gestione della spesa, nel nostro Paese l’assistenza sociale è tuttora erogata a livello centrale, piuttosto che a livello locale, diversamente da quanto prevedono le recenti modifiche costituzionali.
Applicando la definizione della Commissione Onori, solo l’ 11% pro-capite è spesa gestita a livello locale: questa è una contraddizione su cui è urgente intervenire, collegando strutturalmente il passaggio da trasferimenti a servizi e da gestione centrale a gestione locale.
Se poi nell’ottica di un approccio regionale e multidimensionale al tema povertà, facciamo luce sulle performance regionali in ordine alla modernizzazione dei sistemi di protezione sociale, eliminazione della povertà infantile e garanzie di un alloggio dignitoso, possiamo registrare che sulla modernizzazione dei sistemi di protezione sociale ha trovato conferma la tesi del divario nord-sud, dovuto al maggior peso di alcuni indicatori rispetto ad altri, come un’elevata incidenza in percentuale della spesa per assistenza domiciliare integrata sulla spesa sanitaria regionale, o rispetto ai valori elevati dell’indicatore sullo sviluppo dei servizi sociali, o ulteriormente rispetto all’ultimo dato preso in considerazione che è quello della condizione abitativa.
Nell’ambito della ricerca fatta dalla Scuola superiore della P.A. –Sspal-, si mette in evidenza che le politiche di lotta al rischio di esclusione e le misure anti-povertà non sono ambito esclusivo del Governo centrale, bensì dopo l’intervista a più 415 assessori comunali, è emersa che “ i sistemi locali”che devono essere appannaggio degli Enti locali e Regioni.
Questo vuol dire che un coordinamento sarà necessario in materia se si pensa che a fronte di 346 ambiti sociali appartenenti a 16 territori regionali, ha fatto emergere l’estrema varietà nelle modalità di gestione delle risorse finanziarie, concentrate nei servizi domiciliari ed interventi di promozione sociale sono tipologie prevalenti di attività finanziate,seguono sussidi economici, servizi semiresidenziali ed interventi volti a contrastare le emergenze sociali.
L’orientamento complessivo premia il sostegno alle responsabilità familiari e di cura, tipologie di servizio che si riferiscono alla lotta all’esclusione sociale con sussidi economici e con interventi volti al fronteggiamento di emergenze sociali, presenti quest’ultimi in più di sei piani su dieci.
Per quanto riguarda ,infine, i trasferimenti monetari, il primato di una maggiore diffusione è tenuto dal Veneto, Emilia e Liguria con percentuali del 80,2% di media.
A fronte di questo dato, per le aree meridionali, in netta diversificazione fra loro, per noi importante come dimensione comparativa, vi è quello lucano che è del 16,7%.
Perché questa lunga analisi?.
Semplice.
Partiamo da questi dati per accelerare una discussione programmatica su questo tema:
Il sito e il mio blog è un’occasione.
Cosa propongo, in sintesi:
- La DGR n. 1578 del 7 ottobre 2008, proroga fino al 28 novembre 2008 la sperimentazione del Programma di Promozione della Cittadinanza Solidale, e alla creazione di un Gruppo di lavoro interdipartimentale con il compito di preparare il possibile prosieguo della sperimentazione della Cittadinanza Solidale.
Sapendo che l’Assessore competente ha dichiarato che la spesa storica relativa , quella cioè di un milione al mese di euro, è completamente insufficiente a fronteggiare tale situazione, aspettando le proposte che il Gruppo di Lavoro appositamente costituito farà, apriamo il dibattito, specialmente in funzione della prossima finanziaria regionale.
- Io già avanzo delle proposte :
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- Parziali risposte alla povertà senza aumentare la spesa complessiva per la protezione sociale, riallocando una parte delle risorse destinate alla spesa sociale. Parlo concretamente l’esame dell’indennità di accompagnamento e la spesa per assegni familiari. Al 1° gennaio 2007, la spesa per indennità di accompagnamento ammontava a 7.128 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 3.047 milioni in cui coesistono indennità e pensioni di invalidità, per un totale di 10.175 milioni di euro. Sempre nel 2007 la spesa per assegni familiari ( nuclei che sono composti da persone i cui redditi sono al di sotto delle fasce reddituali stabilite di anno in anno), è stata di 6.427 milioni di euro. All’interno di entrambe le platee di beneficiari, la povertà rappresenta un problema rilevante. Io ipotizzo forme parziali di riconversione dei 10.175 milioni di euro e dei 6.427 milioni di euro, come?
Passando da un approccio per categoria a un approccio basato sulla persona, la sua effettiva condizione, i suoi bisogni di protezione e promozione sociale,trovando soluzioni perché almeno una parte del trasferimento monetario possa essere fruita in termini di servizi accessibili, come prestazioni di sostegno alla domiciliarità, attività di socializzazione , servizi per l’inserimento lavorativo, di accoglienza familiare par-time.
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- 2. Allargamento delle prestazioni sanitarie, in offerta , a tutta una popolazione di pensionati, famiglie alle soglie della povertà ( documentate secondo parametri di legge e trasparenti ) , con lo scopo precipuo di far fronte alla indisponibilità finanziaria degli stessi.
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- 3. Definizione di una proposta di legge regionale quadro sull’intero sistema sociale di Basilicata.
Spero di aver messo argomenti per stimolare prese di posizione, proposte per una proficua ed articolata discussione politica su questi temi, pensando che la cornice al tutto deve essere necessariamente intesa su una vera definizione del rapporto tra territori e dirigenza locale e temi di sviluppo propri di quell’area, considerazione sulla responsabilità di tutti a riprendere, come dicevo all’inizio, una sana gara alla proposta politica, evitando inutili e dannose prese di posizioni tutte interne al possibile collocamento personale.
D’altra parte come può un Personale Politico abbandonarsi a simili prese di posizione, non pensando, ad esempio, che la nostra Regione e la sua dirigenza politica e amministrativa, proprio sul tema della Cittadinanza Solidale, rispetto ai trasferimenti statali esigui, non rivendicare il merito di aver fatto avanzare un Piano decisamente innovativo?
Apriamo la discussione,. Vi aspetto
Marcello
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FOCUS OF DISCUSSION
Ho deciso di stimolare ancor di più la discussione generale, proponendo una rubrica sul mio blog intestata così : “ Focus of discussion”, il centro della discussione, per meglio poter dialogare con voi su tutti i temi che possono sembrare utili ed attuali.
Inizio oggi, scusandomi fin da ora, anche per eventuali errori di esposizione e/o di battuta : il bello della diretta è anche questo!!!
Leggendo sul numero 48 del 30.11.2008 di Famiglia Cristiana, il punto di vista di Francesco Belletti, Direttore del CISF ( Centro Internazionale Studi Famiglia ), relativo alle proposte del Governo sul rilancio dell’economia, mi è parso significativo trasmettervi alcune sue considerazioni in merito, sperando di stimolare una vera pista di discussione sull’argomento.
In sintesi Egli pone l’accento su “ un’area senza tasse “ per aiutare le famiglie, che veda la stessa come risorsa da sostenere, su cui investire, e non come un costo sociale.
Belletti considera le misure ventilate dal Governo una riproposizione di logiche vecchie, e a suo modo di dire , anche “purtroppo bipartisan”, perché ricalcano interventi una-tantum e di sostegni solo per famiglie disagiate, criterio apparentemente equo e solidaristico, ma di fatto solo di tipo riparatorio e assistenziale.
Occorre, invece adottare politiche economiche audaci, finalmente “ un fisco a misura di famiglia”.
Dice, in sintesi, che il modello di proposta si potrebbe basare su due cifre : la cosiddetta soglia di in capienza e il numero di membri; ed è equo , perché a parità di reddito familiare diminuisce la pressione fiscale esattamente in funzione dei carichi familiari ( numero delle persone ); inoltre, sarebbe applicabile come misura permanente, uscendo finalmente dalla logica delle una tantum.
Ancora è economico, perché restituisce capacità di spesa soprattutto alle famiglie numerose, che più fanno fatica e che invece, con maggiore disponibilità di reddito, potrebbero innescare un deciso rilancio dei consumi.
Significa che tale area può essere individuata sulla soglia di reddito individuale già oggi definita NON tassabile: ogni famiglia vedrebbe non tassata una quota di reddito conteggiata sul numero dei membri della famiglia, ponendo fine a un’iniquità fiscale che penalizza soprattutto le famiglie con più figli.
Su una manovra di 80 miliardi di euro per rilanciare l’economia è assolutamente necessario pretendere che le misure di sostegno alle famiglie e ai consumi siano una quota NON marginale di tale cifra.
Ripartire dalle famiglie significa anche investire sulle nuove generazioni, in una decisa ripresa della natalità, per una nuova ricostruzione del Paese: i costi di questa manovra, anche quelli intesi come mancate entrate fiscali, dovranno essere conteggiati come risorse investite per il futuro delle nostre famiglie e dell’Italia tutta.
Apriamo la discussione.
Credo che gli argomenti posti sono di serietà encomiabile e meritano tutto il tempo e le considerazioni del caso.
Penso, senza illusione alcuna e dietrologia o enfasi fuori posto, che l’occasione della stesura della finanziaria regionale , anche in virtù dell’elaborazione che la Commissione creata appositamente sulla Cittadinanza Solidale potrà redigere, si possa pensare collettivamente e ragionevolmente, ad una “ proposta – quadro” dove redditi e welfare, in aggiunta o, purtroppo, in alternativa a quelle del Governo centrale, trovino posto in agenda politica di questa Regione e dei suoi Gruppi dirigenti.
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Quello che ho fatto ultimamente…….
· Venerdì 21 novembre sono stato a Carbone alla mostra del Tartufo. Mi è sembrata molto interessante specialmente per un’eventuale proposta di realizzazione di un mercato di nicchia.
· Sabato 22 novembre a Castelsaraceno c’è stato un Convegno interessante promosso dall’AIRC, l’associazione di ricerca sul cancro. Mi è parsa la sede adatta per poter parlare, seppur in termini succinti, della necessità di un possibile sviluppo sostenibile nei nostri territori di un tale tema dal momento che la malattia e la degenerazione ambientale, pare, abbiano una correlazione.
· Lunedì 24 novembre a Moliterno ho incontrato l’associazione degli ambulanti. Il tema riproposto, e in parte sostenuto nei suoi termini essenziali nelle discussioni fatte da me e da altri in terza Commissione sia come Presidente e, successivamente, come politico interessato, che questo anello debole del commercio deve essere tutelato in quanto rappresenta, oggi più che mai per la popolazione lucana, una indispensabile occasione di spesa per le esigue risorse dei cittadini.
· Martedì 25 novembre in Consiglio Regionale è stata approvata con voto unanime un’importante p.d.l. presentato da me e da Mollica e, come primo firmatario, da Rocco Vita “ sulle norme per la valorizzazione della biblioteca e Pinacoteca C.D’Errico” di Palazzo San Gervasio. L’approvazione di questo pdl mi sembra particolarmente significativo in quanto, finalmente, pone fine alle attese ed alle aspettative dei cittadini di Palazzo San Gervasio che vedono riconosciuto il valore artistico della Biblioteca e Pinacoteca di quel luogo, aprendo una nuova prospettiva per il mondo dell’arte in Basilicata, ponendo così in essere tutte quelle misure necessarie alla valorizzazione dell’unica raccolta d’arte esistente in Basilicata che con circa trecento tele, dal 16° al 18° secolo, cinquecento stampe dello stesso periodo, cinquemila volumi, tra cui undici cinquecentine, insieme ad alcune rarissime pubblicazioni in collana, costituisce la più grande raccolta d’arte privata del Sud d’Italia.
· Venerdì 28 novembre sono intervenuto alla presentazione del “ Progetto dislessia” presso l’ ASL n. 3 di Lagonegro, redatto ai sensi della legge 20/2007, sottoscrivendo il protocollo d’intesa con gli organi preposti finalizzato alla prevenzione, individuazione e intervento sui disturbi specifici di apprendimento. Non immaginavo, pur essendo consapevole, quando ho proposto ed ideato la legge sulla dislessia, unica in Italia a tutt’oggi, della necessità che le Scuole di poter mettere mano ad una patologia di tale portata.
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La mia pdl con Franco Mollica sui permessi petorilferi
Occorre ponderare tutte le decisioni che attengono la concessione dei permessi in materia di ricerche petrolifere, e solo attraverso una precisa previsione normativa diretta a sospendere tutte le funzioni amministrative di competenza regionale concernenti il conferimento di permessi di prospezione, le istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio regionale, si creeranno le condizioni ottimali per effettuare quella doverosa riflessione.
La proposta di legge, resasi necessaria per l’ulteriore ondata di richieste di ricerche petrolifere nella nostra regione nasce a seguito di un’attenta e ponderata riflessione sul confine oltre il quale le estrazioni petrolifere superano il vantaggio economico per il territorio. Si consideri, infatti, il mutato ruolo assunto dalle Regioni in base al contesto normativo che, a partire dal decreto legislativo n. 112/98 e passando per il modificato titolo V della Costituzione, ha attribuito più dettagliate ed incisive funzioni amministrative alle Regioni in materia di rilascio di permessi di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi, sancendo l’intesa tra lo Stato e le Regioni. Occorre quindi che le Regioni diventino protagoniste delle decisioni che devono essere prese d’intesa con il governo centrale. E per fare in modo che le decisioni siano prese nell’interesse generale del territorio e dei cittadini, occorre che si prenda coscienza e cognizione specifica dell’impatto che le estrazioni hanno avuto sul nostro territorio e di quelle che si vuole che abbiano”.
La proposta di legge, è diretta a fornire alle istituzioni i tempi per procedere ad effettuare tutte le ricognizioni e le valutazioni indispensabili a fare in modo che la questione idrocarburi venga gestita per garantire occupazione e sviluppo, senza rinunciare alla tutela del territorio e delle sue peculiarità. La proposta, inoltre, “così come condivisa, almeno sulla stampa, da parte dell’assessore regionale all’Ambiente è l’unico strumento che mette la Regione Basilicata nelle condizioni di governare i processi dai quali viene esclusa, attraverso gli ultimi atti approvati o in via di approvazione definitiva dal governo nazionale”. E’ superfluo ribadire che l’approvazione di questa proposta di legge metterà il territorio in condizioni di non subire azioni vessatorie in una materia così delicata deve essere invece, condivisa, accettata e compartecipata.
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la legge della Gemini
Il decreto “Gelmini”, lo sappiamo, è diventato legge dello Stato.
Non per questo noi dobbiamo arrenderci per modificare questa legge, così come ha dichiarato l’on. Veltroni, segretario del Partito democratico, raccogliendo le firme necessarie per un referendum abrogativo.
Lo so siamo in salita , ma le presenze composte e democratiche degli studenti in tutt’Italia e , per la prima volta, un riuscitissimo sciopero generale del comparto Scuola per nulla scontato, sta a dimostrare che le possibilità di far cambiare idea a questo Governo ci sono.
Noi continueremo a far battaglie sulla Scuola e l’Università e l’appuntamento in programma del 4 novembre prossimo a Senise nell’Aula magna della Comunità Montana per le ore 17.30, è confermato, per discutere sulle prospettive immediate che la nuova situazione , inevitabilmente , ha determinato.
Io parto da qui per proporre e ascoltare.
Prima, consentitemi, di porre alla vostra attenzione alcune riflessioni che ci giungono da autorevoli Statisti che, oltre ad aver contribuito alla nascita del nostro Stato democratico attraverso la scrittura della Costituzione, rappresentano nel nostro panorama politico delle icone di riferimento, specialmente in questo momento in cui “nani” destroidi tentano di ridurre il dissenso con azioni muscolari e , alla lettura della carta costituzionale, preferiscono l’analisi di “qualche statuto padano”.
Mi riferisco all’on. Emilio Colombo e a Piero Calamandrei.
Emilio Colombo nel suo recente intervento al Senato, durante il dibattito sulla riforma della scuola, così si rivolge al Governo: “ … ho cercato di comprendere le ragioni che si confrontano sul tema della scuola: innanzitutto le ragioni degli studenti e del mondo nel quale essi vivono e dal quale attendono la promozione intellettuale e sociale e poi quelle del Governo, alle prese con le risorse scarse e con domande crescenti.
Devo ammettere che vi è uno strabismo accentuato fra le une e le altre, nel senso che gli studenti chiedono con forza, senza fughe nell’ideologia e richiamandosi alla condizione della scuola italiana, che il loro futuro non venga sequestrato e che ricerca e istruzione rappresentino il centro delle grandi scelte di investimento nel nostro Paese.
Mentre il Governo, dalla sua parte , ha proposto un complesso di tagli che incideranno sul funzionamento della scuola, senza che vi sia la garanzia che i sacrifici a cui la scuola è chiamata torneranno a vantaggio del sistema scolastico e di un efficace progetto di riforma, perché non è questa la riforma, o non troveranno impiego in altre urgenze ed emergenze…….”
Piero Calamandrei nel lontano marzo del 1950 ( data la situazione odierna mai tale riflessione è risultata attuale!!) faceva “un’ipotesi che ci sia un partito al potere, “un partito dominante “, il quale(….) non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli;(…), allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato “ hanno il difetto di essere imparziali”; c’è una certa resistenza. Allora il partito dominante (….) comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle: Lascia che si anemizzano e comincia a favorire le scuole private(….), bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione è rovinare le scuole, lasciare che vadano in malora, impoverire i loro bilanci, ignorare i loro bisogni, attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private (…), non controllarne la serietà, lasciare che gli esami siano burlette, dare alla scuole private denaro pubblico.Questo è il punto.Dare alle scuole private denaro pubblico.”
Calamandrei osservava questo stato delle cose nel lontano 1950, cioè mezzo secolo fa , e con gli obiettivi cambiamenti avvenuti e che nessuno disconosce, non si può, comunque, non intravedere qualche elemento di fondata preoccupazione dei giorni nostri.
Perché questo è il punto. La scuola pubblica deve essere il centro dello sviluppo della società italiana, la sua formazione e la sua qualità , devono rappresentare lo zoccolo duro ed incontestabile di un’idea permanente di uno Stato sistemico e democratico.
La Cina, l’India e il Brasile, stati emergenti sulla scena economica mondiale, il fattore “risorse umane” debitamente formato e strategicamente inserito nei vari ruoli della vita pubblica dello Stato, portano lo stesso a vincere la concorrenza nel contesto mondiale, portando fattori di crescita e di progresso per tutti.
Le proposte che il Segretario del nostro Partito che ha fatto recentemente per salvare l’Università, che vanno dall’espletamento dei concorsi più rapidi, alla valutazione dell’Università per rimanere in Europa, al finanziamento delle Università in base al merito, alla valutazione periodica dei risultati, oltre che finanziare la ricerca con procedure trasparenti e internazionali, sono solo alcune che credo possano esser presentate all’opinione pubblica, agli studenti, ai Professori e alle famiglie, iniziando dal nostro appuntamento di Senise.
Io stesso ho recentemente dichiarato che nella nostra regione non potrà più essere eluso il tema di una rivisitazione sostanziale dell’intervento del sostegno agli alunni nella scuola pubblica, anche attraverso la creazione di percorsi strutturali : la prossima finanziaria regionale è un’occasione concreta.
Come Presidente della prima commissione permanente, ho messo all’odg dei lavori , un punto essenziale che ci veniva chiesto dal Governo regionale, quello cioè di far agire la Regione Basilicata di fronte alla Corte Costituzionale, per l’abuso che il Governo nazionale, approvando il cosiddetto decreto Gelmini, di fatto esercitava, espropriando le Regioni e gli Enti locali della competenza rispetto al ridimensionamento delle istituzioni scolastiche.
Senza demagogia e falsi miti, chiedo a tutti voi, spero sempre maggiori , che visitate il mio blog, di iniziare una serena ma severa discussione su questo delicato tema.
Vi aspetto a Senise.
Buon fine settimana
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Silvio Berlusconi le ha definite bugie della sinistra.
Così si esprime in questi giorni il Presidente del Consiglio rispetto alla riforma della Scuola fatta dalla sua Ministra, alle mobilitazioni di centinaia di migliaia di studenti di tutt’Italia. Dal maestro unico al tempo pieno, dalle scuole di montagna, all’insegnamento dell’inglese nelle scuole elementari, per Berlusconi tutto procede per il meglio. Credo che vedere cosa dicono i testi di legge diventa non solo utile ma,consentitemi, rende giustizia a chi dice la verità e qualifica i bugiardi.
Dunque.
Sul tempo pieno la Ministra Gelmini dice che è falso che nelle scuole elementari verrà abolito o ridotto il tempo pieno, perché con l’eliminazione del modulo e l’arrivo del maestro unico, il tempo pieno si potrà solo incrementare. Noi e il cosiddetto “ fronte del no” diciamo una cosa semplicissima: il decreto Gelmini non parla di tempo pieno; prevede a partire dal 1° settembre 2009 il ritorno del maestro unico con un orario settimanale di 24 ore. Secondo accreditati Uffici Studi i numeri presentati sono il frutto deliberato di un calcolo artificioso, visto che 87 mila Insegnanti andranno in pensione e non saranno rimpiazzati; non si riesce a capire come il tempo pieno possa essere rinforzato e come potrà continuare ad esistere. Cosa dire poi, del maestro unico. La Gelmini dice che al maestro unico saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione, e ci sarà un “insegnante prevalente”. Il Sindacato Scuola replica in questi modi e noi siamo con loro: l’art.4 del decreto dice che le Scuole costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali. Ora visto che il contratto fissa in 22 ore settimanali l’orario di servizio, per le altre due ore saranno le Scuole con i loro fondi ad anticipare lo straordinario; come si fa sapendo che i fondi sono stati già tagliati per le spese correnti?
Il capitolo delle piccole scuole è sorprendente, visto che, come Basilicata, ci tocca da vicino ( io nell’ultimo periodo sono intervenuto pubblicamente varie volte).
Il Governo dice che nessuno toccherà le Scuole con meno di 50 alunni : sarà unificato il Personale amministrativo con un unico Dirigente ed un unico Segretario per due scuole vicine. E’ palesemente falso. La chiusura delle piccole scuole risulta inserita nel decreto per il contenimento della spesa sanitaria, il Decreto Legge 7 ottobre 2008 n.154 e precisamente all’art.3, che recita che a partire dall’anno scolastico 2009-2010 dovranno essere redatti i piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali e se questi organi non lo faranno , il Governo nomina un commissario ad acta per tale funzione con – udite!! Udite!!- a carico di questi Enti pure gli oneri derivanti dall’utilizzo delle funzioni dei Commissari. Immaginate, tra l’altro, cosa può significare per dei territori montani come il nostro “le due scuole vicine”!!!.
Tralascio gli altri temi caldi della riforma Gelmini, quali ad esempio, come si incentiverà lo studio dell’inglese, come sarà l’Università dopo i tagli decisi che ha stabilito che nel 2010 il Fondo di finanziamento ordinario degli Atenei scenderà da 6 miliardi e 800 milioni a 6 miliardi e 100 milioni, e nell’anno successivo si aggiungeranno altri 300 milioni di tagli. Non parlo del turn-over negli Atenei per cui ogni dieci Docenti che andranno in pensione nei prossimi tre anni, solo due verranno rimpiazzati. Ecco, io ho prospettato questa pista di discussione non solo per sviluppare con voi argomentazioni di merito da contrapporre a chi vede nel Governo Berlusconi la soluzione ai problemi della scuola, ma per richiamare l’opinione pubblica a pretendere non solo su questi problemi, ma su un vivere civile da democrazia da XXI^ secolo, il giusto ruolo che deve avere un Governo e i governati, non permettendo che un Berlusconi di oggi seppur in una competizione elettorale libera,oltre che aver vinto legittimamente le elezioni,possa immaginare,come ha detto l’on. Veltroni, di “aver preso il potere”!!
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